Il primo risultato del progetto DEX

Come anticipato da Matt Zimmerman sul suo blog, il progetto DEX, lanciato dallo stesso Zimmerman e da Zacchiroli, ha raggiunto il primo obiettivo che si era preposto: rivedere tutte le oltre 250 vecchie patch di Ubuntu e capire se fosse possibile o meno applicarle ai pacchetti forniti da Debian.

Il risultato dello sforzo sulle "ancient patch", che ha visto il team di Ubuntu e gli sviluppatori Debian David Paleino, Colin Watson, Nathan Handler e Steve Langasek lavorare fianco a fianco per oltre due mesi, è giunto al termine.
Delle vecchie patch di Ubuntu, ne sono state scartate rapidamente circa il 95% in quanto obsolete o già applicate; il lavoro più duro si è dunque avuto per le patch rimanenti, alcune in stallo nel BTS, che hanno richiesto una discussione tra i membri di DEX oppure tra DEX e gli sviluppatori upstream.

Ad oggi il lavoro può dirsi praticamente concluso e molte patch sono state o saranno applicate ai pacchetti Debian.
Restano due sole patch che mancano all'appello: la prima dovrebbe essere superata dal nuovo rilascio di dhcp3-client 4.2 mentre sulla seconda non c'è ancora accordo sul fatto di applicarla o meno poiché le funzionalità introdotte sono implementate in maniera diversa.

Il risultato più importante trascende però dal singolo obiettivo raggiunto.
Il progetto DEX ha dimostrato pienamente che Debian e Ubuntu possono collaborare efficacemente per migliorare le rispettive distribuzioni e per raggiungere obiettivi condivisi attraverso strumenti comuni di condivisione delle capacità e delle esperienze.
Un risultato davvero notevole che preannuncia ulteriori e concreti passi d'avvicinamento tra due distribuzioni che, fino ad ora, avevano collaborato in modo poco proficuo all'armonizzazione del lavoro svolto sui propri pacchetti.

Ora inizierà il secondo progetto di DEX denominato "big-merges" dal fascino molto speciale: trovare tutti i pacchetti che presentano le maggiori differenze tra Debian e Ubuntu, per poi lavorare su come renderli quanto più simili possibile.