Elezioni DPL: un solo candidato, molte perplessità

"If we would learn what the human race really is at bottom, we need only observe it in election times." - M. Twain
Parafrasando questa frase di Mark Twain potremmo scrivere: se volessimo capire qual è in fondo lo stato della comunità Debian, dobbiamo osservarla in tempo di elezioni.

Ne è rimasto solo uno
"You have power beyond imagination. Use it well, my friend." - Ramirez

Le prossime elezioni - dal 2 al 15 aprile 2011 - saranno le prime, dall'introduzione della costituzione di Debian, ad avere un unico candidato alla carica di Debian Project Leader: il leader uscente Stefano Zacchiroli.

Nelle precedenti dodici elezioni, la rosa dei pretendenti è stata ben più variegata - ma non ci voleva poi molto - seppur con alti e bassi.
Otto candidati nel 2007 - massimo storico - fino ad arrivare ai due del 2009 che, prima dell'11 marzo - termine ultimo fissato per la presentazione delle candidature 2011 - rappresentavano il numero più piccolo per poter parlare tecnicamente di "competizione elettorale".

Quest'anno, purtroppo, si è scesi ulteriormente sulla scala dei numeri naturali: un solo candidato per una sola carica. Appena meglio del tremendo "un solo candidato per due cariche" o del nefasto "un solo candidato per tante cariche".
Certamente molto,  ma molto,  meglio del "nessun candidato per una carica", per cui i Debian Developers avranno almeno un nome da indicare. Ed è meglio di niente.

Insomma, ne è rimasto solo uno.
Niente decapitazioni, per carità, solo mancanza di contendenti, con o senza spada.

Fosbury flop
"The inches we need are everywhere around us." - Tony D'Amato

A volte capita di imbattersi in qualche - purtroppo rara - diretta televisiva di un meeting di atletica leggera dove, tra gli stacchi inconsulti della regia, fa capolino ogni tanto la gara di salto in alto.
La cosa che colpisce, almeno me, non è tanto il gesto atletico quanto la reazione degli atleti dopo un salto.
All'inizio i primi salti sembrano per loro la cosa più naturale del pianeta: la reazione emotiva è minima. una formalità sbrigata per dovere di regolamento, poco più di un allenamento.
Le cose cambiano se si nota la reazione dopo il salto che ha permesso di vincere la gara: braccia alzate, urla, sorrisi, saluti al pubblico.
La differenza? Una manciata di centimetri.
Solo pochi centimetri di differenza tra un salto "normale" e "il" salto. Quello che porta alla vittoria.

Ritorniamo alle elezioni del DPL e chiediamoci: possibile che nessuno abbia cercato di migliorare il programma di Stefano Zacchiroli? Nessuno, anche non un Fosbury, che abbia provato ad andare più su anche di un solo centimetro?

Ogni membro della comunità Debian contribuisce - o dovrebbe contribuire - secondo le proprie capacità e possibilità al bene e allo sviluppo della comunità di cui fa parte.
Può farlo in tanti modi: con una linea di codice in più, una frase in più nella documentazione, una proposta in più in una discussione, una segnalazione in più nel BTS.
Ogni membro, sconosciuto o famoso, newbie o veterano, ha tutti gli strumenti necessari per partecipare attivamente alla vita della comunità, per migliorarla e farla crescere. Anche di un centimetro alla volta.

Siamo ora ad assistere, non senza imbarazzo, ad una campagna elettorale surreale. Una campagna elettorale senza elezioni degne di tal nome, con un saltatore già sicuro della vittoria ma che continua a saltare senza avversari in gara.

AAA Contendente cercàvasi
"Quaesivi et non inveni illum. Vocavi, et non respondit mihi." - Cantico

Stefano Zacchiroli ha un ottimo programma: vasto, articolato, minuzioso, ricco di spunti e di idee, che necessita, per essere realizzato compiutamente, di ben più dei 365 giorni di durata della carica di DPL.
Un programma che gli avrebbe sicuramente permesso di riconfermarsi leader, anche alla luce dei risultati ottenuti in quest'ultimo anno e anche con la presenza di uno o più candidati da affrontare.
È un programma perfetto? No, come ogni cosa, non lo è.
A mio modesto avviso si sarebbe dovuta calcare maggiormente la mano sul miglioramento di alcune strutture fondamentali del progetto Debian, come ad esempio le interfacce delle mailing list e del BTS che costituiscono un ostacolo ai contributi di utenti meno esperti.

La validità del progetto resta comunque immutata ma, nonostante questo, la mancanza di candidature e, soprattutto, di programmi alternativi, può avere conseguenza piuttosto negative.
Lo stesso Zacchiroli è intervenuto per precisare che:

"I believe that a DPL election with a single candidate, no matter whom, would be unfortunate.

Campaigning periods are some of those few moments when people sit down and discuss publicly project vision, goals, "politics", etc. A campaign with a single candidate will diminish the attractiveness of posing questions to the sole candidate and, as a consequence, the interest of the debate."

Aggiungendo:

"i still believe that an election with only one candidate is not healthy for democracy."

Questo lascia intuire che si è chiaramente avuta la percezione che qualcosa di anomalo è purtroppo avvenuto - o, meglio, non avvenuto - con conseguenze non solo per la salute della democrazia interna alla comunità ma anche per aspetti non meno importanti che riguardano la comunità stessa e che elencherò in breve più avanti.

L'attuale DPL deve aver avvertito un forte disagio, tanto da indurlo a scrivere dell'eventualità di far ripartire le procedure di voto in caso di eventuali altre candidature:

"I'm open to the possibility of retiring, in order to restart the process and have more than one candidate in the actual election."

Un disperato appello?
Se fosse così, è caduto nel vuoto più assoluto.

Chi non fa, sbaglia
"Nobody makes a greater mistake than he who does nothing because he could only do a little." - Edmund Burke

Io non conosco i motivi che hanno portato ad una simile situazione e credo sia impossibile conoscerli; sarebbero tanti quanti i DD che hanno deciso di non candidarsi alla carica di leader.
Non conosco i motivi ma non posso fare a meno di chiedermeli.
Per quale motivo nessuno dei Debian Developers ha ritenuto opportuno avvalersi di un importante strumento che la costituzione mette loro a disposizione, la candidatura a DPL con un programma a supportarla, per contribuire, nel modo più incisivo possibile, al miglioramento di Debian?
Possibile che non ci sia stato alcun DD che abbia avuto la forza - o la volontà - anche solo di copiare il programma di Zacchiroli per poi aggiungerci una frase, una parola o cambiarne semplicemente le priorità mettendo in evidenza alcuni punti e lasciandone in secondo piano altri?
Forse un piccolo gesto in più ( il centimetro di prima) avrebbe portato poco al Debian Developer ma tantissimo all'intera comunità.

Questo mancato gesto porta, a mio avviso, ad almeno quattro conseguenze negative.

- Indebolimento della comunità
Dove per "comunità" si intende l'insieme di tutte le persone coinvolte a vario grado in Debian: dagli sviluppatori agli utenti finali.
La mancanza di programmi elettorali alternativi comporta la totale assenza di dibattito sulle idee, le priorità, i compiti e le decisioni che quei programmi delineano.
Inoltre, le elezioni del DPL sono state da sempre un momento di discussione molto costruttiva sulle diverse prospettive da cui si guardava il futuro della distribuzione; quest'anno, per la prima volta, questo processo fecondo e illuminante verrà a mancare.
Si tratterà di un impoverimento culturale colmabile solo tra un anno, oltre che di un indebolimento della comunità stessa che vedrà nel mancato confronto (e scontro) di idee diverse un limite alla propria crescita.

- Indebolimento del DPL
Paradossalmente Zacchiroli uscirà indebolito dalle prossime elezioni.
Il motivo è semplice: la forza di chi è eletto risiede nel dibattito sui programmi che ha preceduto la sua elezione.
Solo chi è capace di imporre la propria visione del futuro prima tramite un libero e democratico confronto con gli altri candidati e poi attraverso la fiducia della maggioranza degli sviluppatori messi in condizioni di scegliere tra diverse alternative, può guidare con forza una comunità fatta di tante voci, concordi e discordi alle linee guida tracciate dal DPL.

- Minore trasparenza
Le elezioni per la carica di DPL sono, oltre che momento di discussione e crescita collettiva, anche l'occasione in cui vengono fuori le varie "anime" della comunità attraverso le diverse candidature.
Questo permette di poter individuare chiaramente le differenti linee culturali, organizzative e tecniche presenti all'interno di Debian e di poterne conoscere, oltre ai pregi, anche i difetti, le contraddizioni e i possibili danni che, involontariamente, potrebbero arrecare alla comunità.
Un dibattito chiaro e diretto serve dunque anche a portare a galla e prevenire conflitti potenzialmente pericolosi e difficili da gestire se non affrontati in tempo.

- Esempio negativo
È indubbio che vedere i Debian Developers evitare di partecipare alla corsa per la carica di DPL non è il più fulgido esempio di condotta da prendere come esempio per chi, come me, tenta di contribuire, con quel poco che possiede, alla crescita della comunità Debian.
Personalmente ho ricavato una impressione di stanchezza generale che non riesco a mandar via.
Ritengo che sia mancato un gesto davvero minimo, da parte di coloro che lodevolmente sviluppano Debian e indirizzano la comunità, per riaffermare ancora una volta il giusto spirito di partecipazione e coinvolgimento e trasmetterlo a coloro che cercano di migliorare il loro apporto a Debian in termini di tempo e capacità.

Il piacere della contesa
“What use are cartridges in battle? I always carry chocolate instead.” - George Bernard Shaw

Sicuramente elezioni democratiche con diversi candidati avrebbero rafforzato Debian come comunità capace di esprimere, attraverso atti concreti, i concetti di libertà e democrazia che ne sono colonna portante.
Si è persa, insomma, la possibilità di manifestare una delle prerogative che rende unica Debian, e con questa una grande occasione per proporre un esempio di vivacità culturale e di avanzamento di nuove iniziative che ha sempre contraddistinto la nostra distribuzione.

A questo vorrei aggiungere un aspetto forse secondario: il piacere della contesa.
Di Debian mi è sempre piaciuto lo spirito democratico con cui vengono discussi tanto i problemi più urgenti quanto le questioni più superficiali.
Lo spirito descritto da Stallman:

"The paradigm of competition is a race: by rewarding the winner, we encourage everyone to run faster."

che promuove e fa emergere le idee migliori in una sorta di gara in cui ognuno partecipa col proprio contributo e in cui ognuno è spinto a migliorare e migliorarsi.
Una competizione sana e costruttiva che getta le fondamenta per un percorso decisionale volto a far crescere l'intera comunità.
Una gara spesso molto competitiva ma che, allo stesso tempo, infonde un sottile piacere in chi vi partecipa e in chi la segue dall'esterno. Il piacere di sentirsi parte di una comunità attiva, vissuta, partecipata; in una parola: viva.

Concludo augurando a Stefano Zacchiroli di ottenere, nonostante sia l'unico candidato, il maggior numero possibile di voti alle prossime elezioni. Questo, a mio avviso, è fondamentale per legittimare in pieno il suo ruolo di leader e per consentirgli di continuare a portare avanti il suo progetto con la stessa passione ed entusiasmo dimostrati fino ad ora.

Il tutto con la speranza che il prossimo anno il metodo di voto di Condorcet ritorni finalmente a compiere il suo lavoro.

Commenti

Urca! Questa sì che è una

Urca! Questa sì che è una sorpresa, proprio non me lo sarei aspettato.

E' vero che elezioni con un

E' vero che elezioni con un solo candidato non sono il massimo della
democrazia, ma anche la scelta di non candidarsi e' un atto democratico
se chi lo fa' lo fa' in piena liberta'.

Ho l'impressione che ci siano piu' candidati quando il DPL uscente non
e' tra loro. A ben pensarci direi che ha varie spiegazioni, una puo'
essere l'estrema brevita' dell'incarico. Un anno e' poco per fare certe
cose, motivo per il quale ci sono DPL che decidono di candidarsi anche
per due o tre anni di seguito (vincendo, vedere Steve McIntyre ad
esempio). I possibili altri candidati preferiscono dunque aspettare che
il DPL uscente finisca il suo lavoro. L'altra ragione e' che l'incarico
di DPL e' piu' politico che tecnico, e chi potrebbe essere interessato a
candidarsi (ne ha scritto Lars Wirzenius sul suo blog [1]) non lo fa
perche' preferisce scrivere codice.

[1] http://blog.liw.fi/posts/dpl-2011/

Sono d'accordo con Idl3. La

Sono d'accordo con Idl3.
La mia prima reazione nel vedere questo post tra i feed è stata "ma si vota di già?". Idl3 ha centrato secondo me i punti focali della questione:
- un anno è troppo poco. La carica dovrebbe durare di più, per permettere al DPL di completare il proprio lavoro
- proprio perchè la carica è breve, i possibili candidati potrebbero aver trovato lodevole il lavoro di Zack e aver deciso di non intromettersi rischiando di interromperlo a metà.

Secondo me tra un anno o due assisteremo a un fiorire di candidature.

Bellissimo e

Bellissimo e interessantissimo post, tocca nodi politici che vanno anche al di là del progetto Debian. HAi individuato alla perfezione le problematiche di una elezione con un solo candidato. Certo, il fatto che gli altri *liberamente* abbiano scelto di non candidarsi è confortante (ci mancherebbe!), ma il problema rimane, cambia solo la soluzione da adottare. Un anno per un DPL è troppo poco? Gli altri sviluppatori non vogliono intralciare, ma attendere che finisca il lavoro? Allora si cambi la durata della carica e non si facciano elezioni che fanno solo male ai processi democratici!

A mio avviso sarebbe

A mio avviso sarebbe interessante chiedere a quelli che sarebbero potuti essere i candidati per queste elezioni il motivo della loro NON candidatura....

Forse dalle loro risposte con un pò di fortuna si potrebbero capire un pò di cose che potrebbero (forse) risulterare interessanti per capire la comunità debian attuale ;)

un saluto
Jinko