Debian e produttività

Proseguo l'analisi del rapporto tra Debian e  produttività. Ringrazio per i commenti al mio primo post, che mi hanno spinto ad approfondire le ricerche per cercare di costruire una raccolta di appunti che potrebbero essere  la base di un libro di comunità, dal momento che pubblicazioni su Debian qui in Italia non ne esistono (che io sappia, almeno...)

Recentemente ho letto questo articolo nel quale si sottolinea il fatto che Debian non trova più casa tra le mura dei teutonici uffici. Motivo principale: difficoltà nel reperire i driver per stampanti, scanner ecc ecc uniti a difficoltà d'uso. Mancano dati che possano rilevare l'entità di tale operazione, ma colpisce soprattutto il ritorno a Windows Xp per poi optare in futuro su Windows 7. Non voglio gridare allo scandalo, alla potenza contrattuale della Microsoft o altro, bensì fare una serie di osservazioni spero utili a noi che con Debian ci lavoriamo, ci divertiamo e, a volte, ci arrabbiamo, ad esempio quando non riusciamo a risolvere  qualcosa...

Osservazione 1: contraddizioni

Per un ritorno al passato, è innegabile che Windows Xp sia "passato" dal punto di vista tecnologico, sempre in Germania ci sono altri esempi. Il problema legato ai driver può essere molto serio in una Pubblica Amministrazione, nel 2008 si dichiarò che un pc con sistema operativo GNU/Linux costava 1000€ a fronte di 3000€ per un pc con sistema operativo Windows: una stampante ed uno scanner non costano 2000€! Senza fare troppo gli indignati, qui in Italia esperimenti di tal genere non ne esistono, possono essere molto probabili invece le difficoltà, se non l'ostruzionismo, rappresentate dal personale che su quei pc ci lavora.

Considerazione 2: il personale

Domanda: cosa succede a noi che usiamo abitualmente Debian quando ci troviamo di fronte ad un pc con Windows o Mac? Immaginiamo il baratro in cui si vedono gettati dei "poveri" dipendenti pubblici senza nessuna possibilità di riconoscimento lavorativo, nel dover affrontare anche solo una disposizione diversa dei pulsanti e di software, magari con funzioni identiche a quelli proprietari, con nomi sconosciuti. Se questo non comporta nemmeno un euro in più in tasca, se non dà nessun riconoscimento spendibile in avanzamenti di carriera, se poi nessuno insegna a replicare quei SO nei pc domestici per guardare film, ascoltare musica ecc ecc... se tutto questo succede, perché volere sistemi GNU/Linux sul pc di lavoro?

Osservazione 3: i decisori

Molto spesso i decisori sono schiacciati da molteplici urgenze burocratiche e amministrative; se sono politici devono anche rispondere alla pubblica opinione (per gli amministratori locali, non nazionali). Nel Comune di Venezia un partito aveva chiesto di dotare i netbook dei consiglieri di sistema operativo "linux" per abbattere i costi. La proposta è stata accolta, i pc esistono e vengono usati,non proprio da tutti i consiglieri,  ma è importante leggere la dichiarazione del promotore:
Auspico che i cittadini interpretino questo segnale come una voglia di rinnovamento, e l’inizio di un percorso verso la razionalizzazione delle risorse e delle spese
Pur apprezzando l'iniziativa  e aldilà di qualsiasi valutazione di partito, si notano grosse mancanze nel proporre programmaticamente un "rinnovamento": oggi "linux"  è una soluzione al risparmio, un'opzione per sembrare moderni, ma non è parte del bagaglio conoscitivo a cui le persone accedono e per cui si attuino dei programmi di medio e lungo termine.

L'eterna lotta tra divulgazione e uso

Realtà come Debian ed in particolare debianizzati.org, con tutte le loro frammentazioni e diversificazioni, assieme ai forum legati ad altre distribuzioni e sistemi, rappresentano un'avanguardia legata alla divulgazione dei sistemi, ma non alla formazione. Il problema costituito dall'estensione del sapere informatico GNU/Linux riguarda però non tanto le tecniche di comunicazione e apprendimento, ma l'impianto conoscitivo che diffonde le conoscenze e le competenze.

Segui il denaro, segui i voti

In politica si sa che un marciapiede rifatto porta più voti di un impianto di illuminazione pubblica a pannelli solari...
Il cittadino è, giustamente,  distratto dalla sua vita ed il pc serve ad assolvere le funzioni primarie aggiuntive, facebook, skype, informazioni gratuite, wikipedia.... Adottare sistemi GNU/Linux negli uffici amministrativi per abbassare i costi non sposta nemmeno un voto: anzi, fa perdere i voti dei dipendenti. Proporre invece ai cittadini un percorso di adesione a dei valori, come quelli di Debian, per attuare una condivisione dei problemi e delle loro soluzioni attraverso una piattaforma che è di tutti perché non è di nessuno, allora sì che può spostare dei voti.  Forse potrebbe costituire una cosiddetta piattaforma programmatica. A quel punto i costi invece che scendere o salire subirebbero uno spostamento da un piano di consumo ad un piano di sviluppo.

Dalla scuola alla comunità

Prima accennavo all'impianto conoscitivo. Il primo punto di apprendimento non può che essere la scuola; essa, però, in ambito informatico dovrebbe insinuare piuttosto che insegnare. L'elemento innovativo e di costante evoluzione non può essere trasmesso attraverso un sistema didattico basato sul rapporto maestro-allievo ma sulla comprensione delle dinamiche del sapere diffuso. Oggi, purtroppo, la scuola pubblica nell'ambito informatico non è depressa: è nulla. Ci sono delle eccezioni che  ovviamente  subiscono ogni tipo di difficoltà burocratica. L'unica cosa che possiamo fare è mettere in mano ai nostri figli, nipoti, parenti e conoscenti un pc con un sistema GNU/Linux, ancora meglio se con Debian.

Conclusione (provvisoria)

Ad oggi esistono degli studi applicati in ambito universitario e partendo da questi si potrebbero sviluppare delle dinamiche di apprendimento per rendere più facilmente esportabili le regole che costituiscono la comunità Debian. Ma queste le studierò in seguito... se magari riuscite a darmi qualche indicazione ve ne sarei grato!

alla prossima

Commenti

ciao lucros. complimenti per

ciao lucros. complimenti per l'iniziativa e questo primo passo. mi sembra interessante soprattutto l'aspetto relativo agli incentivi per il passaggio al free software....naturalmente ogni maggiore diffusione di un prodotto gnu/linux è un passo avanti...io vedo alcuni problemi che non mi sembrano di facile soluzione. A parte quelli tecnici che almeno nella mia esperienza casalinga e profana ci sono ancora (mi è saltata la connessione wireless su squeeze a non più di due settimane dal rilascio come stable), vedo ad esempio il problema dei componenti non free, che mi sembrano a tutt'oggi indispensabili soprattutto in ottica di un utilizzo di massa ma che indeboliscono qualsiasi considerazione sul "senso" del free software (io sto provando a tenermi debian solo con main ma delle rinunce le devo fare...e va beh che gnash funzionicchia bene su youtube ma come faccio a vederci l'ultim'ora a scorrimento sul sito del corriere). dal punto di vista economico, invece, mi sembra inevitabile che dalla parte dell'azienda l'unico incentivo sia quello del risparmio e che questo (in un'ottica liberale e di mercato, diciamo così...) se funziona veramente non porta a benefici per i lavoratori/dipendenti ma riduzione degli stipendi....

Il campo della discussione è

Il campo della discussione è molto vasto.
Effettivamente il primo passo che porta alla scelta di Linux spesso è legato al fattore economico, ma non in tutti i casi.
Poi lo scoglio dell'utente medio che si trova spiazzato e infastidito per il solo cambio delle icone sul desktop non è sempre facile da superare anche se con un pò di pazienza si può fare.
Infine per il tasto dolente della scuola sempre più povera vorrei segnalarti altri progetti interessanti : http://www.dossierscuola.it

Ciao, il discorso è complesso

Ciao, il discorso è complesso e per nulla nuovo.
In questo periodo mi sto occupando di Linux Embedded per una grossa azienda e la cosa che mi ha più stupito è che la piattaforma di sviluppo de-facto è costituita da:
Windows Xp + Virtualbox con dentro Ubuntu 9.04 e gli strumenti ad-hoc di sviluppo.

Questo per dire che Linux e il FOSS sono già ultra-utilizzati in tantissime nicchie, ma purtroppo Windows ha il vantaggio di essere l'OS di fatto per un mucchio di software legacy e aziendali che nessuno vorrà mai portare su altri sistemi operativi e purtroppo non prevedo cambiamenti importanti in questo senso, perché se proprio c'é volontà di rifare un software, non è il caso di fare un porting per un altro OS piuttosto si tende a fare una versione web che possa essere accessibile da luoghi e dispositivi diversi. Così come avviene da tempo per sw generalisti come i gestionali.

[...] Debian e produttività

[...] Debian e produttività Non voglio gridare allo scandalo, alla potenza contrattuale della Microsoft o altro, bensì fare una serie di osservazioni spero utili a noi che con Debian ci lavoriamo, ci divertiamo e, a volte, ci arrabbiamo, ad esempio quando non riusciamo a risolvere qualcosa… Continua a leggere… [...]

Mi fa sempre piacere leggere

Mi fa sempre piacere leggere questi post sulla questione linux in generale.
Comunque senza giri di parole dico la mia: "Linux deve continuare la strada intrapresa da Canonical. Creare un sistema quanto più possibile user-friendly. Anche usando driver proprietari se fosse necessario. Se poi uno ha voglia di imparare e approfondire vada pure su Debian Arch e chi ne ha più ne metta.
La parola d'ordine deve essere "Semplicità"

@jUMx: eh no! qui non si

@jUMx: eh no! qui non si vogliono scatenare lotte ubuntu vs debian!:-D
a parte gli scherzi, se la parola d'ordine deve essere semplicità, allora la risposta è "archlinux": KISS (keep it simple, stupid!). Semplicità non vuol dire "facilità". Semplice per me è... il giro di basso di Money dei Pink Floyd: semplice, facile da ricordare, efficace, ma è un 7/4, non proprio un tempo facile (per chi ne sà un po' di musica) e nemmeno così usuale: ma è perfetto ed una volta imparato ti dà una grande soddisfazione (lo usavo addirittura per accordare il basso). In breve debian è il mio "7/4" di linux!;-)

Si lucors ,non intendo

Si lucors ,non intendo scatenare nessuna guerra, ci mancherebbe altro, sono stato troppo sintetico intendevo dire semplice e facile , facile da usare e che rendesse la vita agli utenti meno aspra. Poi sinceramente un bottone è sempre meglio di un comando da shell, questo permettetemelo. Quindi va bene la shell a chi vuole usarla ma lasciate anche i bottono. Sfatiamo il detto: " il computer aiuta a risolvere problemi che prima non avevamo." Ciao e complimenti per l'articolo.

anche io la pensavo come te,

anche io la pensavo come te, finché non mi si è bloccato il pc per un aggiornamento che ho avviato senza leggere cosa aggiornava. Beh, lì ho imparato alcuni comandi che oltre ad avermi salvato i dati, mi sono stampato in mente per lo scampato pericolo. In seguito ho imparato a farmi delle iconcine che mi eseguono i comandi che uso più spesso ;-) grazie a te per la visita

Anche senza voler aprire

Anche senza voler aprire guerre (io lì ho ed uso entrambi su due partizioni separate...), non è male, secondo me, chiedersi da che che parte si potrà arrivare. Su Debian già mi sono espresso e ora sarò più chiaro: è il primo esempio nella storia dell'umanità di produzione di ricchezza in termini pienamente marxiani (produzione collettiva - general intellect?!? - senza intermediazione monetaria, a ciascuno secondo i suoi bisogni da ciascuno secondo le sue possibilità)...questo naturalmente non significa che è fatto da comunisti o che il comunismo arriverà, dico solo che è una prova che qualcosa di diverso è possibile senza regredire (è altamente tecnologica) verso bei mondi antichi mai esistiti (teoria della decrescita e simili...)...segue....

...per quanto riguarda

...per quanto riguarda ubuntu, pur, ripeto, apprezandolo ed usandolo, io continuo a temere che una volta che ci si apre, diciamo così, al mercato, le condizioni necessarie per sopravvivere (Canonical deve sopravvivere "economicamente", non ci sono alternative etiche...) porteranno a "chiusure" sia per quanto riguarda il software ma soprattutto, per quel che mi interessa di più, dal punto di vista produttivo-economico (da licenziamenti in momenti di crisi fino alla richiesta di corrispettivi monetari...ubuntu store è un primo passo?).
Saluti.

Sono d'accordo con te Andrea.

Sono d'accordo con te Andrea. Canonical è l'azienda di un miliardario , e come tale ha fiutato un'affare. Anche secondo me non appena Ubuntu avrà le ali forti ho seri dubbi che rimmarrà gratuito al 100% . L'unica cosa a cui dargli merito è che sta veramente aiutando a far conoscere linux in tutto il mondo. Fanno discutere anche alcune scelte , coraggiose , ma comunque personali. A volte questo è un bene ma in altre non sono cosi' sicuro. Che dire Linux lascia spazio ad infinite interpretazioni.
Caio

[...] Seconda puntata [...]

[...] Seconda puntata [...]

[...] Proseguo l’analisi del

[...] Proseguo l’analisi del rapporto tra Debian e  produttività. Ringrazio per i commenti al mio primo post, che mi hanno spinto ad approfondire le ricerche per cercare di costruire una raccolta di appunti che potrebbero essere  la base di un libro di comunità, dal momento che pubblicazioni su Debian qui in Italia non ne esistono (che io sappia, almeno…)…(continua a leggere debianizzati.org) [...]