"Respects your freedom" - per la liberazione dell'hardware

La Free Software Foundation ha pubblicato il set iniziale di criteri per l'approvazione e la certificazione "Respects your freedom", "marchio" da apporre su tutto quell'hardware che ne rispetti le linee guida.

In sintesi questi criteri prevedono che:

  • tutto il software che il produttore/rivenditore include nel prodotto o fornisce col prodotto o raccomanda di utilizzare col prodotto o che aiuta gli utenti nell'installazione del prodotto (ad eccezione di certi microcode e firmware) deve essere free software;
  • il produttore/rivenditore dia all'utente finale (insieme al codice sorgente del software fornito) la possibilità di installare e/o utilizzare software modificato (ovvero che si permetta all'utente di modificare le locazioni di memoria del device);
  • oltre ad essere libero, il software relativo ad un determinato device sia stato anche compilato con strumenti liberi;
  • l'hardware supporti anche i formati aperti;
  • che sia pienamente utilizzabile con strumenti liberi;
  • ogni brevetto software che il produttore possegga e che riguardi direttamente o indirettamente il software relativo al prodotto sia "rilasciato" a tutti gli utilizzatori di tutte le versioni del software, di modo che questo possa essere redistribuito come free software;
  • tutta la documentazione relativa al prodotto sia rilasciata sotto una licenza libera;
  • non risultino altri marchi di certificazione relativi a software proprietario (ad esempio "Works with Windows" o "Made for Mac") perchè ciò costituirebbe una "legittimazione" di quei prodotti e potrebbe indurre l'acquirente a credere che quei prodotti siano necessari. Non si obietta, però, se dovessero essere presenti chiare informazioni che indicano che il prodotto funziona anche con specifici sistemi operativi proprietari;
  • il produttore/rivenditore utilizzi, nelle pubblicazioni relative al prodotto, una terminologia approvata dalla FSF (ad esempio "GNU/Linux" invece di "Linux" oppure "Free Software" invece di "Open Source", etc.);

Gli obiettivi chiaramente sono quelli di ottenere dei feedback riguardo a questi criteri e di portare avanti il progetto per risvegliare l'interesse dei produttori hardware nei confronti di soluzioni libere.

Dal punto di vista dell'utilizzatore finale, la certificazione "Respects your freedom" ("Rispetta la tua libertà") sarebbe la garanzia di poter avere il pieno controllo su un determinato device, di sapere che non si è tracciati nè spiati, di essere liberi di eseguire qualsiasi software si voglia senza chiedere autorizzazioni a nessuno e di non doversi mai preoccupare della "gestione dei diritti digitali" (DRM) da parte dei produttori di hardware.

Le considerazioni che si possono fare a riguardo possono essere diverse.

I detrattori (ad esempio Wouter Verhelst in un suo recente post) sostengono che l'attenzione delle compagnie produttrici di hardware verso l'iniziativa sarà nulla soprattutto per la netta posizione di chiusura verso qualsiasi altra forma di pubblicità parallela relativa a sistemi operativi proprietari. Questo scoraggerebbe i produttori di hardware poichè la mancanza di "etichette proprietarie" accanto a quella "Respects your freedom" potrebbe fuorviare tanti potenziali acquirenti inducendoli a pensare che il prodotto non funzioni con sistemi operativi diversi da quelli liberi.

Personalmente mi viene in mente l'OSHW (Open Source Hardware Draft Definition), documento rilasciato di recente... a seguito dell'Open Hardware Summit...
Certamente (come accade nell'eterna diatriba tra gli esponenti del Free Software e quelli dell'Open Source) le posizioni sebbene sembrino simili sono parecchio distanti, ma più che fare una critica all'uno o all'altro documento riterrei più utile augurarsi che i due "schieramenti" possano cominciare a dialogare sul tema e calibrare (ognuno mediando le proprie posizioni) un'iniziativa - perchè no comune - che se da un lato non rischi di far scappare immediatamente i produttori di hardware, dall'altro non sia troppo "morbida" nel difendere i sacrosanti diritti dell'utilizzatore finale.

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