Chromium: squeeze in e squeeze out

Come si lesse su lwn un mesetto fa ormai, la politca di aggiornamento di Chrome rendeva il lavoro dei DD troppo difficile e si decise di eliminare chromium dai pacchetti destinati a entrare in Squeeze.

Il modello di sviluppo del codice di chromium è infatti incentrata sulla prassi per questi software negli ambienti Mac OS e Windows. Un pacchetto che viene infatti distribuito con tutta una serie di librerie comprese, consente facilmente di tenere tutto aggiornato con un semplice eseguibile o un controlla all'avvio.

Per includere un pacchetto in un rilascio, da parte degli sviluppatori delle distribuzioni gnu/linux, invece, non si può facilmente far riferimento a un software non modulare (cioè che viene distribuito con le sue librerie) che ha supporto per un paio di mesi (come avviene in questo caso, in particolar modo in riferimento a WebKit) e trovarsi, negli anni a venire a dovrere, per garantire sicurezza e stabilità, adattare le correzioni degli errori delle versioni successive alle versioni "congelate" nel rilascio. Questo avviene per la dimensione e l'articolazione di software importanti come i web browser, soprattutto se poco modulari.

Per essere chiari basta leggere il messaggio inviato a Stefano Zacchiroli da Julien Cristau: le modifiche da apportare ai sorgenti sarebbero di un peso eccessivo.

Questo spinge o verso un accrescimento del ruolo dei backports, soprattutto ora che sono diventati un ramo ufficiale dei repo, o verso il rendere disponibile una c.u.t.

Nel frattempo, però, Zac, il DPL, ha commentato sul suo blog il cosiddetto "squeeze in" di chromium. Purtroppo non dà dettagli tecnici.

Quello che ho evinto è stato che la pressione degli utilizzatori di chromium per averlo in Squeeze è stata tale da indurre gli sviluppatori che si occupano del rilascio a includerlo di nuovo.

Resta da chiedersi, ora, che peso questa decisione avrà sulla squadra sicurezza di Debian, soprattutto nei prossimi anni.

PS: se ne parla anche in questa discussione sul forum.