I mantainer del kernel di Linux sono insoddisfatti

Lasciamo perdere Linus Torvalds perchè in questo periodo è più polemico e critico che mai e parliamo invece delle interviste di Andrew Morton. Prima però un piccolo preambolo: "La Cattedrale e il Bazaar" è il titolo di un saggio di Eric S. Raymond dove si descrivono due modalità contrapposte nello sviluppo del software libero. Nel modello a Cattedrale il programma viene realizzato da un numero limitato di sviluppatori, i quali, scrivono ognuno una piccola parte di codice, isolati dagli altri e si preoccupano anche delle correzioni. Nel modello a Bazaar il codice è reso immediatamente disponibile e chiunque può contribuire con integrazioni e modifiche...........

Nel modello a cattedrale (Emacs, GCC), i programmi vanno avanti a rilento perchè gli sviluppatori si devono preoccupare di rilasciare programmi il più possibile completi e senza bug. Nel modello a Bazaar (il kernel di Linux), dove il codice è libero e accessibile a chiunque voglia apportare modifiche e integrazioni, non esiste una suddivisione di compiti e lo sviluppo è molto più libero. Raymond dice che se tante persono seguono un progetto, sono maggiori le possibilità che i bug vengano a galla e chiama questo modo di lavorare "la legge di Linus". Però è anche vero che, un progetto di una certa complessità ha bisogno di essere inquadrato in una gerarchia per far sì che il tutto sia tenuto sotto stretto controllo. In questi ultimi tempi, Andrew Morton, braccio destro di Linus Torvalds e anche mantainer del kernel di Linux, rilasciando una serie di interviste nella rete e sulla carta stampata, si lamenta molto di come stia procedendo lo sviluppo del kernel. Una sua frase che riassume in pieno il suo pensiero e il suo stato d'animo è questa:"stiamo introducendo nel kernel molti più bug di quanti riusciamo a correggerne". Il kernel è oggi meno affidabile e in qualche modo Morton ha ragione? Probabilmente sì. Quotidianamente, troppe righe di codice vengono introdotte nel kernel. E' vero che il mondo informatico sta andando velocemente e molta velocità serve per star dietro alle nuove tecnologie. Però è anche vero che forse è il caso di tirare per un attimo i remi in barca, correggere e ridare affidabilità ai prodotti fin quì fatti (mi riferisco sempre al kernel) e, una volta raggiunta l'affidabilità che il "cuore" dei sitemi Gnu/Linux dovrebbe avere, ripartire con lo sviluppo. Ormai ci hanno abituato ad avere il massimo, ma che questo massimo sia anche affidabile!