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RaiNix – la RAI su bash

mm-barabba - Gio, 16/04/2015 - 00:13

Era il 1985 quando i Cult pubblicavano Love, anche se lo scoprì qualche anno dopo.

Quel sound era come dinamite, che lanciato dalle potenti casse del mio renault 4 faceva volare sull’ asfalto.

La pirateria non esisteva ancora (intesa come lo è oggi), c’era la tassa aggiuntiva sul bollo auto per chi aveva l’autoradio, che nessuno pagava perché si sapeva che non veniva controllato, e si comperava il disco in LP o ce li si scambiava per poter registrare una magnifica cassetta audio da mettere in macchina.

Sui potenti impianti Hi-Fi di casa si consumava un rito “la copia”, armati di pazienza per via delle registrazioni a velocità 1:1.

Ora le tecnologie non più preistoriche consentono molto altro, ma lo spirito di rimanere liberi non è cambiato.

Oggi si può accedere alla TV anche dal web e con diverse tecnologie, da smarthphone e tablet vari, dal vostro MAC, dall’ultimo Windows e pure da Linux.

Partiamo dall’idea di usufruire di un servizio con un player che impegni meno risorse possibili (magari abbiamo ancora un 686) senza dover installare software propietario o cloni open.

Download “RaiNix 1.2” RaiNix.txt – Scaricato 1 volta – 14 kB

Preleviamo il file RaiNix.txt, che si presenta nella nuova versione 1.2 codename “Bobo” e  rinominiamolo .sh o togliamo completamente l’estensione .txt

$ mv RaiNix.txt RaiNix $ mv RaiNix.txt RaiNix.sh

poi rendiamolo eseguibile per l’utente.

$ chmod 744 RaiNix

Preoccupiamoci di aver installato ffmpeg,dialog e xterm, a questo punto eseguiamo il file.

$ ./RaiNix

et voilà

Per avere un bluon flusso dati e un video fluido consiglio di impostare la qualità video che spesso dipende dalla qualità/velocità della connessione, fatto questo spostiamoci sull’opzione desiderata grazie all’uso della tastiera e con la pressione del tasto “Enter” godiamoci il video.

 

Tutto questo mi è stato possibile usando anche per le prove il mio vecchio AthlonXP sul quale gira da parecchi anni una Debian (Gnu/Linux) testing fin dai tempi di lenny.

L’altra volta mi sono state mosse critiche dal fenomeno di turno che vede la Rai dal suo potente i7 e Chrome su Debian64, peccato che Chrome/Chromium per mancanza di SSE2 sul mio processore non si può installare, così non mi è possibile fare queste magate.

Lasciate perdere altre opzioni e non scassate! a me piace così, non dovete convincermi a usare altro.

other LINK by a friend

Cavalcate ora la potenza della vostra shell preferita.

 

Aggiornamento

Caro Babbo Natale che ci scrivi dal Polo Nord, posso provare a cercare di capire i tuoi problemi ma la geolocalizzazione rende la vita non facile a chi vuole accedere al servizio e si trovi fuori dagli indirizzi IP di italica provenienza.

Però non disperare perché sembra che con un’altra diavoleria di bash & python sia possibile ottenere qualche maledetto flusso dati da dare in pasto a ffplay

Download “DePhone” DePhone.zip – Scaricato 1 volta – 4 kB

be happy

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Modifica Wiimote con LM2596

touchstyle - Ven, 06/03/2015 - 00:02
Parliamo sempre di LIM-Wiild, in particolare in questo post descriverò i passi da fare per eseguire la modifica su Wiimote per consentire, nei casi di accessibilità difficoltosa, di avere il controller sempre alimentato e in "reset".
COMPONENTIIl primo passo è, ovviamente, acquistare un Wiimote PLUS. Consiglio le versioni originali Nintendo, garantiscono una migliore affidabilità nel pairing bluetooth e (dicono) delle migliori prestazioni in condizioni di disturbi luminosi.
Secondo passo è acquistare un convertitore di tensione basato sull'integrato LM2596 (data sheet disponibile qui). Lo trovate su Amazon, ma non solo.Il circuito si presenta così:

TARATURA E COLLEGAMENTI Lato destro: collegamento a cavo USB. Ovviamente gli altri due cavi bianco e verde possono essere tagliati, essendo quelli di segnale.Cavo NERO da saldare in -IN, cavo ROSSO da saldare su +IN.   A questo punto prendete un tester, posizionatelo su 20VDC con i puntali su OUT- e OUT+. Collegate il cavo USB ad una presa di un PC acceso o ad un caricabatterie per smartphone. Con un cacciavite a taglio con punta piccola ruotate in senso antiorario il potenziomentro fino a leggere sul tester il valore di 2.9V, sufficienti per pilotare il Wiimote senza "affaticarlo".
Ottenuto il valore potete precedere con le ultime due saldature, collegando OUT- con il collettore "-"del vano batterie e OUT+ con "+".
Prima di chiudere tutto mancano ancora due cose: - tagliare un pezzetto di velcro o qualsiasi altro materiale per permettere la pressione fissa del tastino "reset" (serve per il riconoscimento con Python-whiteboard);- vare uno scanso tagliando la plastica del coperchio per farci passare il cavo USB (vedi immagini sotto).
Risultato:



Risultato finale prima della "chiusura":


Ora dalla vostra postazione WiildOS, dotata di porta bluetooth funzionante, avviate Python-whiteboard e successivamente collegate il connettore USB ad una presa: se dopo qualche secondo il controller "vibra" e compare la schermata di calibrazione vuol dire che tutto è andato per il verso giusto, altrimenti no...
Seguiranno altri post sull'argomento, state in campana.
ATTENZIONE: La modifica che ho eseguito potrebbe invalidare la garanzia del controller. Dico "dovrebbe" in quanto non ho tolto nessuna vite, ma ho dovuto eseguire un piccolo scanso nel coperchio sul retro per far uscire il cavo USB. Inoltre le saldature, se fatte da mani non esperte, possono rovinare la plastica per via del surriscaldamento dei terminali di posa delle batterie. Se non sapete usare un saldatore, o/quindi siete ingegneri, chiedete aiuto ad uno che lo sappia fare. Riassumendo: se per caso la modifica dovesse danneggiare il Wiimote è solo colpa vostra, nei secoli dei secoli. Amen.
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Don’t stop RAI on GNU/Linux

mm-barabba - Mer, 25/02/2015 - 23:48

Sinceramente odio la televisione, non come oggetto in sè, ma per quello che spesso riproduce.

A parte un film in DVD una volta a settimana, per me non esiste, ma nutre in me il desiderio di vedere BLOB dopo cena.

Peccato che a quell’ora non riesco a vederlo così, qundo tutti dormono, mentre spippolo solitario con la mia Debian mi lascio andare nel soddisfare queste mie voglie.

Lancio Iceweasel 35.0.1 e grazie all’addon RaiView 2.8.8 mi vedo su RAI Replay l’episodio della serata.

Avviso per i caproni che scaricano la versione 2.8.8 che non funziona più aptrite l’articolo e prelevate la versione 2.8.9 (poco sotto) che funziona

Download “RaiView-2.8.8_Kow.xpi_.zip” RaiView-2.8.8_Kow.xpi_.zip – Scaricato 125 volte – 46 kB

tutto bene finchè funziona, perché ogni tanto si cambiano le carte in tavola.

Non siamo ancora persi ! per i fanatici della Shell c’è un Jolly nella manica , RAINIX !!!

Le carte passano di mano ed ora è il nostro turno come mazziere.

Preleviamo RaiNix.txt e rinominiamolo RaiNix  e rendiamolo eseguibile per l’utente.

Download “RaiNix 1.1” RaiNix.txt – Scaricato 99 volte – 13 kB

Apriamo la nostra console preferita ( konsole ) e lanciamo lo script.

$./RaiNix

eventuali dipendenze come dialog ffmpeg o smplayer vi verranno segnalate

Un consiglio e settare a priori la qualità che va a braccetto con la richiesta dati della connessione.

Per le istruzioni pesco direttamente dal blog dell’amico Paolo che ha fatto un’ottimo lavoro e spero perdoni questo mio copia/incolla spudorato:

L’uso di RaiNix e’ molto semplice: lanciare lo script  con i comandi: ./rainix o sh -x rainix o bash -x  rainix e parte il flusso….Attenzione alla shell in uso nella propria distro Linux. Per esempio su Ubuntu usare bash -x rainix oppure ./rainix

Se il video dovesse andare a scatti, provare a ridurre la qualità video con l’apposita opzione a disposizione nel menu (17 Set Video Quality). Se ci fossero ancora problemi, si segnala che lo script si limita a reperire il link del flusso originale e metterlo a disposizione del player in uso. Poichè le variabili in gioco sono molte (dalla connessione, all’hardware video e player usato)eventuali malfunzionamenti su alcune distribuzioni Linux possono essere causate da vari fattori non facilmente individuabili.

Se si vuole registrare il flusso dopo averlo fatto partire, ridare il focus sulla finestra principale dello script(quando parte il player prende lui il focus)  e digitare il classico ‘ctrl +c‘. Si chiudono gli xterm del player e ne parte uno con ffmpeg che registra il flusso nella cartella didefault (/tmp/Rai). Ovviamente il percorso di destinazione può essere modificato nel codice dello script (riga 21dove è scritto Savedir=”tmp/Rai”).

Attenzione: si ricorda che l’uso della funzionalita’ di registrazione dei flussi sia di RaiNix che di altri noti strumenti è responsabilità esclusiva dell’utilizzatore finale e deve essere usata solamente per motivi personali di studio, senza ledere i diritti Rai.
Con ‘ctrl + \’ (Equivale ad un SIGQUIT) si chiude il tutto, oppure si esce seguendo i pannelli a ritroso.Tutto qui.
Come player si puo’ usare ffplay (di default nel codice e consigliato) oppure un altro player in grado di riprodurre lo streaming Apple Http (estensione m3u8). Nel codice, ffplay parte con l’opzione ‘-infbuf’ di default. Se la versione di ffplay usata non supporta questo parametro si puo’ togliere. Ne potrebbe soffrire solo un po’ la fluidita’.Nel codice è possibile modificare facilmente anche il player per le dirette radio (riga 20, modificare RadioPlayer=”smplayer” con “vlc” ad esempio). Per quanto riguarda laregistrazione (ctrl + c) funzionano sia le dirette live che i replay.I replay sono ottimi come qualita’. Le live vanno quasi tutte bene tranne Rai1/2/3.Usano un flusso che ffmpeg potrebbe in alcune versioni o distro Linux non riuscire a decodificare. 

Però le sorprese non sono di certo finite, infatti per firefox è sempre possibile vedere i canali RAI con una nuova versione.

Download “RaiView 2.8.9” raiwiew-2.8.9_Kow.xpi_.tar.gz – Scaricato 108 volte – 40 kB

i risultati eccoli qui e anche se nell’immagine è presente Iceweasel 35.0.1 i test hanno dato esito positivo anche la versione 36.0.1:

 

Amici non disperate, sembra una storia senza fine quella degli utenti GNU/Linux e il portale RAI, una cosa che va avanti da anni (LINK), ma questa volta il blocco ha generato 2 soluzioni e qui mi vien da ridere perché ho un ricordo.

 

Se avete segnalazioni da fare i commenti del blog sono a vostra disposizione.

Astenersi troll,bimbiminchia e sterili “non funziona !” senza indicazioni utili.

Ghost Track

Qualcuno usa una Mega ricerca ?

Download “MegaDialog” MegaDialog.tar.gz – Scaricato 39 volte – 2 MB

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Una Wiild senza Wii

touchstyle - Mar, 03/02/2015 - 01:22
Da qualche tempo sto seguendo il progetto WiildOS che ha l'obbiettivo di fornire un sistema operativo (OS) e di puntamento (Wiild) per la gestione di una lavagna interattiva multimediale.

Il cuore del sistema è il controller Nintendo Wiimote che, collegato e configurato opportunamente su un sistema Linux, consente mediante una penna con led ad infrarossi di "pilotare" il mouse della LIM:


La mia idea è quella di utilizzare, al posto della penna ad infrarossi e del relativo Wiimote, una mouse-pen:


Sostanzialmente è un mouse ottico montato su uno stelo ergonomico a forma di penna, con tanto di tasti "sx/dx", scroll e tasto centrale.
Il costo, almeno nell'amazzonia, va dai 10€ ai 15€.
La forma, a sezione rettangolare, consente di tenere sotto controllo la posizione degli assi X ed Y durante il movimento.

Il suo utilizzo, oltre alle ragioni economiche, ritengo sia molto più semplice ed immediato rispetto ad un Wiimote in quanto il collegamento avviene analogamente ad un comune mouse wireless, quind plug&play anche su sistemi Linux-based.

Quello che manca è un programma che consenta di eseguire la calibrazione, ovvero di rilevare il coefficiente che faccia corrispondere il segnale di movimento con lo spostamento fisico della penna.  In buona sostanza, quando muovo il mouse (un qualunque mouse) di 1cm sul tappetino, questo di default non corrisponde ad un movimento della freccia di 1cm.


COMANDI UTILI

  • udevadm monitor --udev   (avviato prima del collegamento, restituisce i messaggi di udev riferiti alla periferica che collego);
  • xinput list (elenca tutti i dispositivi di input);
  • xinput list-props <id> (elenca tutti i parametri ed i valori in essere per il dispositivo con quel <id>);
  • xinput set-prop <id> <n°parametro> <valore> (consente di modificare i parametri)

ESEMPI DI OUTPUT CON UNA MOUSE PEN GENERICA

udevadm monitor --udev
~$ udevadm monitor --udev
monitor will print the received events for:
UDEV - the event which udev sends out after rule processing

UDEV  [6380.352209] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4 (usb)
UDEV  [6380.354478] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.0 (usb)
UDEV  [6380.355883] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1 (usb)
UDEV  [6380.358817] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/0003:062A:4101.000F (hid)
UDEV  [6380.359607] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.0/0003:062A:4101.000E (hid)
UDEV  [6380.360480] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/usbmisc/hiddev1 (usbmisc)
UDEV  [6380.361029] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.0/0003:062A:4101.000E/hidraw/hidraw3 (hidraw)
UDEV  [6380.361186] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/input/input21 (input)
UDEV  [6380.364479] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.0/input/input20 (input)
UDEV  [6380.366310] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/input/input21/mouse4 (input)
UDEV  [6380.366786] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/input/input21/event12 (input)
UDEV  [6380.371037] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.1/0003:062A:4101.000F/hidraw/hidraw4 (hidraw)
UDEV  [6380.371084] add      /devices/pci0000:00/0000:00:1a.0/usb1/1-1/1-1.2/1-1.2.1/1-1.2.1.4/1-1.2.1.4:1.0/input/input20/event11 (input)
xinput list
~$ xinput list
⎡ Virtual core pointer                        id=2    [master pointer  (3)]
⎜   ↳ Virtual core XTEST pointer                  id=4    [slave  pointer  (2)]
⎜   ↳ Logitech Unifying Device. Wireless PID:1028    id=10    [slave  pointer  (2)]
⎜   ↳ AlpsPS/2 ALPS DualPoint TouchPad            id=12    [slave  pointer  (2)]   
⎜   ↳ DualPoint Stick                             id=13    [slave  pointer  (2)]
⎜   ↳ MOSART Semi. 2.4G Keyboard Mouse            id=16    [slave  pointer  (2)]   <-----
⎣ Virtual core keyboard                       id=3    [master keyboard (2)]
    ↳ Virtual core XTEST keyboard                 id=5    [slave  keyboard (3)]
    ↳ Power Button                                id=6    [slave  keyboard (3)]
    ↳ Video Bus                                   id=7    [slave  keyboard (3)]
    ↳ Power Button                                id=8    [slave  keyboard (3)]
    ↳ Sleep Button                                id=9    [slave  keyboard (3)]
    ↳ AT Translated Set 2 keyboard                id=11    [slave  keyboard (3)]
    ↳ Dell WMI hotkeys                            id=14    [slave  keyboard (3)]
    ↳ MOSART Semi. 2.4G Keyboard Mouse            id=17    [slave  keyboard (3)]  <-----  Come indicato dalle frecce rosse, il mouse viene visto con due diversi <id>, ovvero 16 e 17.


xinput list-props 16


~$ xinput list-props 16
Device 'MOSART Semi. 2.4G Keyboard Mouse':
    Device Enabled (134):    1
    Coordinate Transformation Matrix (136):    1.000000, 0.000000, 0.000000, 0.000000, 1.000000, 0.000000, 0.000000, 0.000000, 1.000000
    Device Accel Profile (264):    0
    Device Accel Constant Deceleration (265):    1.000000
    Device Accel Adaptive Deceleration (266):    1.000000
    Device Accel Velocity Scaling (267):    10.000000
    Device Product ID (253):    1578, 16641
    Device Node (254):    "/dev/input/event12"
    Evdev Axis Inversion (268):    0, 0
    Evdev Axes Swap (270):    0
    Axis Labels (271):    "Rel X" (144), "Rel Y" (145), "Rel Horiz Wheel" (262), "Rel Dial" (677), "Rel Vert Wheel" (263)
    Button Labels (272):    "Button Left" (137), "Button Middle" (138), "Button Right" (139), "Button Wheel Up" (140), "Button Wheel Down" (141), "Button Horiz Wheel Left" (142), "Button Horiz Wheel Right" (143), "Button Side" (257), "Button Extra" (258), "Button Unknown" (256), "Button Unknown" (256), "Button Unknown" (256), "Button Unknown" (256)
    Evdev Middle Button Emulation (273):    0
    Evdev Middle Button Timeout (274):    50
    Evdev Third Button Emulation (275):    0
    Evdev Third Button Emulation Timeout (276):    1000
    Evdev Third Button Emulation Button (277):    3
    Evdev Third Button Emulation Threshold (278):    20
    Evdev Wheel Emulation (279):    0
    Evdev Wheel Emulation Axes (280):    0, 0, 4, 5
    Evdev Wheel Emulation Inertia (281):    10
    Evdev Wheel Emulation Timeout (282):    200
    Evdev Wheel Emulation Button (283):    4
    Evdev Drag Lock Buttons (284):    0


xinput list-props 17

~$ xinput list-props 17
Device 'MOSART Semi. 2.4G Keyboard Mouse':
    Device Enabled (134):    1
    Coordinate Transformation Matrix (136):    1.000000, 0.000000, 0.000000, 0.000000, 1.000000, 0.000000, 0.000000, 0.000000, 1.000000
    Device Product ID (253):    1578, 16641
    Device Node (254):    "/dev/input/event11"

Da un primo approfondimento ho riscontrato che i parametri principali che influenzano il movimento sono :

Device Accel Constant Deceleration (265):    1.000000
Device Accel Velocity Scaling (267):    10.000000

In particolare aumentando il primo (cod.265) il movimento del puntatore rallenta, mentre il secondo (cod.267) che regola l'accelerazione.


PRIMA PROVA SU "MONITOR"


Da una prima prova empirica sono riuscito a usare la mouse pen sul monitor del PC (un LCD a 19"), impostando il parametro 265 a 13.50 ed il 267 a 0.000001:

~$ xinput set-prop 16 265 13.5
~$ xinput set-prop 16 267 0.00001

Con questi parametri ad uno spostamento fisico della mouse-pen corrisponde lo stesso spostamento della freccia di pari dimensione.



 
COSA C'E DA FARE

La mia idea è di scrivere un programma che:
  • legga i dispositivi collegati per scegliere quale sia quello da settare (o individuazione mediante hot-plug);
  • consenta di calcolare ed aggiustare il coefficiente del parametro 265;
  • salvi la configurazione e la possa impostare di default al prossimo plug di quel determinata mouse-pen, così da fare la calibrazione una sola volta e non ad ogni riavvio.
Essendo il progetto in fase embrionale, qualsiasi tipo di collaborazione è ben gradita.

Grazie,
Denis
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[ Check-Raid ] Stoppare il controllo del Raid

toshidex - Mar, 22/07/2014 - 00:18
A volte potrebbe capitare di dover stoppare lo script raid-check e per farlo non basta un kill -9 PID. Per stoppare il processo bisogna cambiare lo status del file sync_action. # echo "idle" >/sys/block/DEVICE/md/sync_action dove al posto di DEVICE dovete scrivere il vostro device, esempio (md1,md3 o md0).   Dev Null Articoli Correlati:
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Generare le traduzioni per i modelli di ActiveRecord

maxer - Lun, 17/03/2014 - 09:30

Ruby on Rails è sicuramente un framework molto potente, ma lo sviluppatore italiano soffre spesso del problema della traduzione dei modelli, in quanto la nomenclatura usata è prevalentemente inglese ed è best practice usare l’inglese nei modelli e negli attributi. Da qui la necessità di tradurre i nomi dei modelli e i nomi degli attributi dei modelli.

Dopo aver speso una considerevole quantità di tempo a ricopiare a mano gli attributi dei modelli e inserire le traduzioni ho trovato questa gemma: i18n_generators che permette di generare il file usato per poi tradurre il nome dei modelli e degli attributi.

Una volta installata come gemma, il funzionamento è semplice:

$ rails g i18n_translation it

il comando (ci metterà un po’) analizzerà i nostri modelli e genererà il file con tutti gli attributi, pronto per accogliere le nostre traduzioni. Inoltre, se eseguito nuovamente in seguito, conserverà le chiavi esistenti aggiungendo quelle mancanti, semplificandoci di molto il lavoro.

 

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Pulire l’html da tag non necessari con sanitize

maxer - Gio, 06/03/2014 - 13:56

Continuando quanto detto ieri, circa la chiusura di tag html lasciati aperti, oggi vi presento un’altra gemma molto interessante: sanitize.

L’obiettivo di questa gemma, basata su nokogiri, è di pulire l’html da tag non voluti o malevoli.

Una volta installata, potremo accedere al metodo “clean” della classe “Sanitize” nel seguente modo:

Sanitize.clean(html)

questo rimuoverà, come impostazione di default, tutti i tag html. Oltre al filtro di default, moooolto restrittivo, sono presenti anche i seguenti filtri:

Sanitize::Config::RESTRICTED che permette solo la formattazione del test

Sanitize::Config::BASIC che permette la formattazione del testo, le liste e i link

Sanitize::Config::RELAXED che permette quanto detto sopra con l’inclusione di immagini e tabelle

L’uso è semplice:

html = '<!DOCTYPE html><html><b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg"></html>' Sanitize.clean(html, Sanitize::Config::RELAXED) # => '<b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg">'
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Forzare la chiusura dei tag html con nokogiri

maxer - Mer, 05/03/2014 - 13:36

Affrontando l’esportazione di un sito sviluppato alcuni anni fa in Ruby on Rails, mi sono accorto che chi ha inserito i contenuti ha lasciato dei tag html aperti. La cosa da non pochi problemi nel sistema di destinazione in quanto destabilizza la grafica (sapete anche voi quanto casino può generare un <div> non chiuso).

Per risolvere questo problema possiamo usare la gemma nokogiri, un parser html e xml.

La sintassi è semplice:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').inner_html

Ci restituirà la struttura completa di una pagina html con il <div> correttamente chiuso:

"<html><body><div></div></body></html>"

Ovviamente noi non abbiamo bisogno di tutta la struttura della pagina, quindi possiamo sfruttare il metodo .children che restituisce il tag successivo a quello più esterno:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').children.children.inner_html => "<div></div>"

In questo modo abbiamo il nostro codice html corretto.

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Sclero da e-commerce

maxer - Gio, 30/01/2014 - 16:31

Oggi sono vicinissimo allo sclero… per colpa di un e-commerce realizzato con un prodotto (opencart) che, insieme ai vari prodotti ecommerce e anche qualche forum, mi hanno deluso profondamente.

Veniamo a noi: quando uno un cms/framework/prodotto ben fatto (drupal o wordpress) mi trovo davanti a moduli self-containet che, tramite hook o funzioni, interagiscono col cms/framework e fanno il loro dovere.

Con opencart (il colpevole in questo caso) questo non succede e i moduli più interessanti richiedono patch o l’utilizzo di vqmod, che in pratica va a modificare i sorgenti a runtime… l’idea di base potrebbe essere buona, se non fosse che ad ogni aggiornamento c’è da sperare che tutto combaci alla perfezione, che tutti i plugin siano compatibili con la nuova versione e che le modifiche che apportano ai sorgenti non vadano in conflitto tra di loro…

Così non è possibile lavorare, secondo me… ora inizio a studiare spree

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Report attivitá del mese

risca - Ven, 06/09/2013 - 19:31

Cari internauti,

prendendo ispirazione dal planet di debian.org ho deciso periodicamente di fare il punto delle mie attivitá correlate al software libero mese per mese.

Agosto é stato un periodo ricco di emozioni legate alla comunitá Debian, ma con un sapore un po' amaro per il susseguirsi di vicende personali e lavorative che mi sono stato fonte di cruccio e distrazione. Peró permettetimi adesso di concentrarmi sulle prime e dimenticare per un po' le seconde.

In questo agosto 2013 c'é stato il 20o compleanno di Debian e la 13a edizione del DebConf. L'ubicazione é stata una delle piú appropriate, uno splendido camp nei pressi di Vaumarcus, vista lago e montagne. Per fortuna il posto é comodo anche per noi italiani, traducendosi in poco meno di 3 ore di auto da Torino e Milano. Ossia una occasione troppo ghiotta per non provare a farci un salto, e cosí è stato. Sono riuscito infatti a tagliarmi almeno tre giorni per partecipare al meeting. Come al solito i talk sono stati di altissimo livello ma devo ammettere che, essere là e partecipare dal vivo é tutta un'altra cosa rispetto a vedersi. Ho avuto modo di conoscere persone fantastiche ed il piacere di scambiare libere opinioni, o di abbinare alcuni nomi che vedo periodicamente nelle mailing list e IRC con i rispettivi volti. Consiglierei a tutti di fare un salto alla prossima occasione buona, seppure conscio che purtroppo la prossima edizione sia parecchio lontana (Portland, Oregon, USA).

Finalmente ho pubblicato su github gitorious il codice di proprietary OS destroyer. A dire il vero dovrei migliorare ancora un po' lo stile del messaggio, peró il piú é già stato fatto. Non posso che augurarmi che lo script abbia un buon successo e sia adottato anche da altri portali oltre il mio!
Ulteriore informazioni sono reperibili sul mio wiki (work in progrss).

Sará forse il lungo periodo di totale far niente in spiaggia al mare (ma che interminabile noia) ma ho finalmente rimesso in cantiere il progetto di costruirmi la mia prima RepRap, la stampante 3-D libera! Ad essere sinceri il progetto langue giá da un po' nel mio cassetto dei sogni irrisolti. Avevo giá provato ad iniziare il progetto circa un annetto fa, ma senza poi alcun seguito. Quest'anno invece ho l'intenzione di appoggiarmi ad un FabLab per avere un po' di aiuto ed assistenza. Forse cosí sará la volta buona ;-)

Bene, per agosto é tutto, speriamo con settembre di riuscire finalmente a fare qualcosa di interessante...

 

P.S.: inoltre ad agosto ho iniziato a seguire qualche post di programmazione di Coursera. Consiglio a tutti di buttarci un occhio...

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The Beauty of Programming

risca - Mer, 26/06/2013 - 01:52

Perchè l'informatica può affascinare così tanto, seppure vista da fuori i più la percepiscono come una attività noiosa? Come è possibile che 797 cm2 possano essere più interessanti di tutto ciò che accade attorno?

Penso che (stima molto a ribasso) per il 99,999% del suo tempo di vita ad un generico processore del computer sia richiesto di eseguire compiti tristi, al pari dell'intelligenza di una lavatrice1. Ad esempio rapire l'utente di un social network illudendolo di avere un vita sociale, lobotomizzare il giocatore con uno sparatutto o fare imprecare il lavoratore con un programma di merda scritto da un programmatore che nulla sa in merito a ciò che il suo software andrà ad effettuare ma che si fa pagare ugualmente bei soldoni. Poi, in alcuni casi più unici che rari, la CPU non viene impiegata per far girare il solito pornazzo con flash, né per cliccare sul primo allegato dell'amico ed infettare il computer, o far girare un antivirus talmente intelligente da ciucciare talmente tante risorse da bloccare il computer stesso.

Qualche rara volta invece il PC da strumento diventa il fine. Ossia esiste qualche strano2 individuo della società moderna che usa il PC per amore del PC stesso. Non sta davanti al monitor né per produrre qualcosa di utile né per diletto o per trascorrere del tempo. Invece lo usa per capire come funziona e per crearsi le proprie regole.

Certo, alcuni di questi individui a volte presentano tratti singolari, ma i più li riconosci semplicemente perché hanno lo sguardo curioso, sanno meravigliarsi e stupirsi delle piccole cose, quelle a cui i più non danno peso. Sanno apprezzare la bellezza della logica e spesso sul loro computer gira qualcosa di insolito. Alcuni non usano persino il topo! e per fare qualsiasi cosa digitano parole su parole e sigle incomprensibili. E se li guardi stupito rispondono, bhe è così perché comodo e più veloce, guardano lo schermo (monitor nero soffocato di caratteri bianchi) è dicono che sia bello...

Invece no, non è bello, è magnifico. Il nostro acaro può con la forza della parola plasmare mondi paralleli, creare nuove regole e ordini. Si tratta di universi talmente complessi in cui a volte è facile perdersi nella propria logica. L'algoritmo è un esempio di poesia. Saper descrivere una legge nel modo più elementare possibile, quello che appena lo vedi capisci che è quello giusto.

Così dedico queste due righe al piacere di giocare con l'informatica in sé. Certo, il computer può essere anche un elettrodomestico utile e divertente, ma il massimo piacere è la possibilità di giocare con la logica e la matematica in una propria dimensione.

Grazie a tutta la comunità e a tutti gli appassionati del software libero.

 

Come diceve il sommo poeta...
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Note
  1. sì, proprio come molti non sanno come usare la lavatrice altrettante persone non sanno usare minimante un computer.
  2. Ad esempio ecco cosa pensa Linus Torvalds della bellezza di programmare.
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Chiavetta ONDA TM201 (1ee8:0064). Come non sviluppare il software libero.

risca - Mer, 19/06/2013 - 15:23

Ebbene sì, i cellulari da 100 Eurozzi hanno a volte una capacità di connessione un po' infima. Da qui l'urgenza di comprarmi la chiavetta Internet per la mia connessione in mobilità.

Pur volendo fare una scelta consapevole, specie se in un posto di villeggiatura, si è costretti a prendere quel che capita sullo scaffale del negoziante TIM/WIND/Vattelapesca. E non puoi nemmeno chiedere consiglio perché se parlassi di potenza e di onde tutt'al più il commesso ti risponderebbe cosa centri il capoluogo più alto d'Italia con il mare.

E così mi finì tra le mani lei, bianca e lucida come un supposta, ma di dimensione un po' più grande e meno scivolosa: la chiavetta ONDA TM201, riferimento lsusb 1ee8:0064. Antenna interna e, udite udite, supporto Linux ben indicato sulla confezione. Ganzo ganzo me la porto a casa e non aspetto altro che inserirle nel posteriore del mio portatile, sapendo che come dice la confezione con Linux va che è un bomba.

Aspetto.

Aspetto ancora un poco.

Non succede nulla: la chiavetta non lampeggia, in network-manager non la visualizza e la vedo solo come disco cdrom1 (e poi perché cavolo visualizzarla come cdrom se è solo una chiavetta USB?).

Per fortuna il web ti è amico. Così scopro che il dispositivo funziona già bene con il kernel e i driver Linux di wheezy (penso probabilmente anche quelli di squeeze seppure non abbia effettuato alcuna prova). L'unico problema è far effettuare il passaggio del dispositivo da periferica di massa a modem seriale. Però dai changelog si vede benissimo che il supporto è già stato inserito nel pacchetto usb-modeswitch/usb-modeswitch-data di sid.

Perfetto, installo usb-modeswitch >= 1.2.6 prelevandola da sid (al momento versione: 1.2.6+repack0-1) et voilà, tutto funziona!

A questo punto mi sorge una spontanea riflessione sui cavoloni della Onda Communication S.p.a.: vuoi supportare Linux perchè è cool e figo? Allora lavora alla maniera di Linux!

Perché cavolo crei un software che:

  • è totalmente proprietario (ma qui siamo nel regno della Free Software Foundation!);
  • probabilmente per larga parte ricorre a software libero;
  • non è necessario siccome il device è già supportato in Linux;
  • richiede la disabilitazione di programmi già installati sul sistema (sì, proprio vero, tra i requisiti chiede di fermare il network-manager).

Una persona sana di mente non avrebbe agito proprio così! Piuttosto avrebbe:

  • verificato quali software fossero già disponibili nel variegato panorama Linux;
  • avrebbe collaborato allo sviluppo del software necessario (usb-modeswitch in questo caso), o fornito le patch necessarie. Notare che a proposito qui stiamo discutendo di proprio 2 righe di codice;
  • avrebbe indicato i requisiti minimi del software necessario per usare il dispositivo (ossia la versione di usb-modeswitch, wvdial e network-manager);
  • al limite avrebbe creato come ultima spiaggia, dopo tutti i passi precedenti che non richiedono comunque un grosso sforzo, un programma che, senza bisogno di alcuna installazione sul sistema, possa permetterne l'utilizzo anche a quegli sfigati che non possano agire diversamente.

E così invece in rete si trovano miriadi di discussioni su come installare il software proprietario della Onda - molte spesso con target utente Ubuntu - che invece non serve a a una beata mazza, perché tutto funziona con il solito software libero!

Riguardo invece ai programmatori della ONDA penso che piuttosto che fare poco e male sia meglio non fare proprio nulla.

Mi dispiace solo che spesso vi sia l'andazzo alla W$, installiamo questo e quello, la licenza non importa, non so cosa faccia ma va bene così. Va bene così un cavolo, perché non dimentichiamoci che se abbiamo una così bella piattaforma e solo perché libera, perché tutti possono contribuire e metterci le mani.

Forse non sarà chiaro a molti utonti, ma uscire da questo sistema basato sulla collaborazione significa la fine stessa di questo magnifico universo.

Note su usb-modeswitch

Il codice da inviare è il seguente:

# Onda TM201 14.4 (TIM Italy)

TargetVendor = 0x1ee8
TargetProduct = 0x0064

MessageEndpoint = 0x01
MessageContent = "555342431849128600000000000008FF000000000000030000000000000000"
Fonte: www.draisberghof.de/usb_modeswitch/

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Paese nel pallone. Vince il metodo STAMINA.

risca - Gio, 06/06/2013 - 23:47

Gioite compagni di disavventura, imbarcati in una nave sanza nocchiere in gran tempesta!, il metodo STAMINA alla fine l'ha spuntata. E l'ha spuntata a man bassa!

Non solo ha ottenuto un blebiscito alle camere (un solo contrario!) ma si porta a casa anche 3 milioni di "investimenti in ricerca" dal ministero della sanità. E per fortuna che avevamo in parlamento gente nuova, con un grillo per la testa, capace di fare la differenza. E per fortuna che abbiamo trasmissioni di inchiesta che sanno discernere tra il vero e la truffa. Macché, la TV è fatta solo di Iene che inseguono audience a scapido di insinuare false speranze a che vive nella disperazione più totale. Speranze a persona che già poter pensare ad un anno, un mese di vita potrebbe essere un miracolo.

Grazie anche a tutti gli allocchi che hanno creduto al complotto, alle lobby farmaceutiche e agli scienziati invidiosi. Ma che importa, tanto questi allocchi hanno le gambe per andare a protestare contro i mulini a vento!

Siccome la storia non insegna nulla, il faccendiere Davide Vannoni era già noto alle cronache. Non solo alle aule giudiziare e pm torinesi ma anche al pubblicoarticolo la stampa del 24/05/2011. Ma anche all'estero stanno ridendo di noi e della nostra capa cava: ben due articoli dedicati alla stupidità umanaitaliana da nature.

Ma non vi siete convinti e volete ancora credere al grande mago Vannoni? Perdete almeno ancora un attimo a leggere wikipedia o Le Scienze. Ridete ancora adesso?

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