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Tortino di tanuta con zucchine e patate e ammollicata al basilico

max-b - Ven, 22/09/2017 - 11:49

 

Basta! Mi sono stufato della solita orata allevata, del branzino allevato o di spendere una follia per un rombo chiodato o una coda di rospo. Da alcuni giorni ho deciso di dedicarmi a provare quei pesci un po’ meno noti che saltuariamente compaiono nel banco della pescheria. Reperire informazioni su questi pesci non è sempre facile: chiedere al commesso della pescheria, almeno per me, è inutile, tanto mi risponde sempre che posso farli fritti, alla griglia o al forno. Grazie al ca…! In rete qualcosa si trova almeno per avere una idea su cosa andremo a mangiare e sui possibili abbinamenti.

Tanuta

Oggi ho comprato la tanuta. Ne ho comprate 6 per un peso totale di 1,8Kg. Costo 6,40€ al chilo. La tanuta assomiglia ad una orata, ma con la faccia “un po’ meno cattiva”, scopro leggendo su internet che in effetti il gusto è molto delicato è assomiglia proprio all’orata.

Faccio subito una prova di assaggio di mezzo filetto scottato in padella antiaderente e condito solo con fleur du sel e olio e.v.o. delicato. Resto stupefatto: è buonissima!! Come l’orata ma più sapida, profuma di mare. Per meno di 7€ è buonissima!

La ricetta

Ingredienti per 9 tortini:
– 6 tanute (300g cad circa)
– pane raffermo
– 2 zucchine
– due patate
– poco latte
– basilico
– acciughe sotto sale
– burrata

Vai con la sfilettatura. Le tanute si sfilettano abbastanza bene come le orate e anche il colore della polpa ricorda molto quest’ultima. Hanno diverse lische nella parte centrale della polpa che provvedo a togliere con la pinzetta. Non le squamo tanto prevedo di togliere la pelle. Lavo i filetti ottenuti con cura e li metto in frigorifero. Metto ad ammollare il pane raffermo nel latte, nel frattempo affetto con la mandolina le zucchine e le patate; queste ultime sbucciate. Strizzo il pane e lo frullo con olio e.v.o., un mazzetto di basilico, un pizzico di sale e qualche acciuga. Decido di preparare delle monoporzioni e con l’aiuto di un coppa pasta compongo su una teglia ricoperta di carta da forno i diversi strati del tortino: zucchine, mollica di pane, filetti di tanuta, un pizzico di sale, patate. Cuocio in forno ventilato per 20 minuti a 180°C dorando con grill per successivi 5 minuti. Nel frattempo preparo la crema di burrata frullando la burrata a temperatura ambiente con basilico, pepe e olio evo.


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Video Surveillance home made part 2

mm-barabba - Mer, 13/09/2017 - 00:26

Tempo fa avevo fatto esperimenti sulla gestione casalinga della video sorveglianza, ma haimè le condizioni di prova non permettevano di fare grandi cose, la rete locale era poco prestante e l’unica camera a disposizione di bassa qualità, ma qualcosa è cambiato.

Da qualche mese mi sono trasferito in una nuova casa  dove ho potuto farmi un nuovo impianto di rete (in rack da 19″ 15 unità prof. 450) e dove ho predisposto 2 prese LAN esterne per inserire due camere PoE.

Ebbene aggiornando qualche elemento abbiamo potuto fare dei test un po più approfonditi appoggiandoci al nuovo Raspberry PI 3 e a due camere IP66 bullet posizionate all’esterno usando come sistema motioneye

Vediamo ora di dare qualche dato sulle prove eseguite.

Le videocamere mini bullet HD PoE della dlink DCS-4701E sono collegate attraverso il solo cavo di rete sfruttando la tecnologia PoE, lavorano bene e anche al buio danno una buona visibilità, attualmente sono settate per inviare le immagini ad una risoluzione di 640×360 con 7 fps anche se è possibile portarle a 1280×720 e 30 fps.

Ho impostato un limite basso perché mi è sembrato sufficente per immagini di media qualità e anche per poter far lavorare il tutto senza eccedere, attualmente le due camere registrano in media 4000 fotogrammi al giorno (circa 300 MB di spazio), di notte (B/W) arrivano a essere 40 kB mentre di giorno (color) 70 kB, considerando che a seconda della sensibilità nel rilevamento movimento e dei frame da registrare prima e dopo il rilevamento si genera in media un traffico giornaliero di 22 GiB.

Aumentare la risoluzione e il numero di frame aumenta il traffico dati e altri parametri come il numero di frame da salvare prima e dopo il rilevamento di movimento non fa altro che aumentare il volume di dati che deve gestire il raspberry PI 3.

Per ora con 3 videocamere la CPU (4core) resta bassa (i 4 processori insieme non superano il 10% a testa) e potrei salire senza problemi, ma mi basta così.

Per la gestione delle vieocamere ho scelto motioneye che ho aggiornato da poco alla versione 0.37.1.

Requisiti :

  • a machine running a recent Linux distro
  • python 2.7
  • tornado 3.1+
  • jinja2
  • PIL or pillow
  • curl, libcurl & pycurl
  • motion
  • ffmpeg
  • v4l-utils

La sensibilità va regolata dopo un periodo di prova abilitando “Show frame change” in modo da capire cosa fa scattare il meccanismo di rilevamento che viene evidenziato da un rettangolo rosso nell’iimagine, come periodo di mantenimento delle immagini ho scelto 3 giorni (preserve pictures>custom) e in questo modo accumulo circa 800 MiB di fotogrammi.

 

La visione è buona sia da desktop che da mobile e pure dalla TV collegata alla rete (webOS 3), la gestione è meglio con un mouse e una tastiera, le due videocamere esterne si comportano bene in qualsiasi condizione, la videocamera wi-fi per ora è solo in modalità visualizzazione perché al buio non ha sensibilità ma mi aiuta di giorno per vedere cosa succede in casa e ha il vantaggio che posso spostarla dove voglio perchè la connessione wi-fi copre tuttta la casa e per collegarla è sufficente una presa di corrente.

Periodicamente controllo se sono disponibili nuovi aggiornamenti e dopo averli scaricati proseguo come per la prima installazione preoccupandomi di fermare prima motioneye.

#meyectl stopserver $tar zxvf motioneye-x.y.tar.gz $cd motioneye-x.y #python setup.py install

L’installazione si troverà in :

/usr/local/lib/python2.7/dist-packages/motioneye-0.xx.x-py2.7.egg

ma se avevate già un file di configurazione esistente non dovrete fare altro che riavviare motioneye.

#meyectl startserver -b

Dopo alcuni mesi di prove penso di essere riuscito ad arrivare alla configurazione ottimale per le mie esigenze, e considerando che ho ancora un buon margine per incrementare le prestazioni che attualmente occupano poche risorse, mi posso ritenere soddisfatto.

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Last news from RaiNix

mm-barabba - Dom, 25/06/2017 - 01:03

Mentre il genere umano viaggia spedito verso l’autodistruzione c’è ancora chi pensa ai pochi utenti linux che vogliono vedersi la RAI da bash.

Le novità arrivano con una nuova versione di RaiNix (2.7) e un nuovo script RaiMovie che permette di accedere all’archivio RAI.

Download “RaiNix 2.7 (25/06/2017) codename : Mistero Buffo” RaiNixV2.txt – Scaricato 1358 volte – 28 KB

Download “RaiMovie” RaiMovie.txt – Scaricato 92 volte – 10 KB

Molte le novità da scoprire, come il nuovo pulsante che permette la registrazione.

Il codice migliorato e l’uso di mpv fanno di questo script quanto di meglio possa chiedere un utente *nix.

Dopo aver salvato il file rimuovete l’estensione .txt,  e rendete eseguibile il file

Da bash basta un semplice :

$./RaiNixV2 $./RaiMovie

  • RaiNixV2

La possibilità di accedere alle dirette RAI e a Rai Replay (solo 7 giorni) potendo anche impostare la qualità video che incide con la banda disponibile fanno di questo script migliorato nel codice il modo più pratico per il nerd che ama la shell, in questa versione c’è una nuova funzione che permette di registrare.

I test condotti nei laboratori segreti del MM-Team usando Debian hanno dato buoni risultati, tra wheezy e stretch, 32 e 64 bit, con ADSL o connessione in Egde da cellulofono come AP,  a parte il limite della banda in qualche caso non ha dato alcun problema.

  • RaiMovie

La RAI mette a disposizione un archivio di film (circa 900)

http://www.raiplay.it/

Senza un browser o l’app dedicata necessari per accedere al servizio, vi affidate a questo script per avere  l’accesso diretto a ciò che pubblicamente la RAI mette disposizione.

Attenzione: si ricorda che l’uso della funzionalita’ di registrazione dei flussi sia di RaiNix che di altri noti strumenti è responsabilità esclusiva dell’utilizzatore finale e deve essere usata solamente per motivi personali di studio, senza ledere i diritti Rai.

Se qualcuno dovesse avere problemi può provare a scrivere nei commenti di questo articolo.

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[ Check-Raid ] Stoppare il controllo del Raid

toshidex - Mar, 22/07/2014 - 00:18
A volte potrebbe capitare di dover stoppare lo script raid-check e per farlo non basta un kill -9 PID. Per stoppare il processo bisogna cambiare lo status del file sync_action. # echo "idle" >/sys/block/DEVICE/md/sync_action dove al posto di DEVICE dovete scrivere il vostro device, esempio (md1,md3 o md0).   Dev Null Articoli Correlati:
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Generare le traduzioni per i modelli di ActiveRecord

maxer - Lun, 17/03/2014 - 09:30

Ruby on Rails è sicuramente un framework molto potente, ma lo sviluppatore italiano soffre spesso del problema della traduzione dei modelli, in quanto la nomenclatura usata è prevalentemente inglese ed è best practice usare l’inglese nei modelli e negli attributi. Da qui la necessità di tradurre i nomi dei modelli e i nomi degli attributi dei modelli.

Dopo aver speso una considerevole quantità di tempo a ricopiare a mano gli attributi dei modelli e inserire le traduzioni ho trovato questa gemma: i18n_generators che permette di generare il file usato per poi tradurre il nome dei modelli e degli attributi.

Una volta installata come gemma, il funzionamento è semplice:

$ rails g i18n_translation it

il comando (ci metterà un po’) analizzerà i nostri modelli e genererà il file con tutti gli attributi, pronto per accogliere le nostre traduzioni. Inoltre, se eseguito nuovamente in seguito, conserverà le chiavi esistenti aggiungendo quelle mancanti, semplificandoci di molto il lavoro.

 

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Pulire l’html da tag non necessari con sanitize

maxer - Gio, 06/03/2014 - 13:56

Continuando quanto detto ieri, circa la chiusura di tag html lasciati aperti, oggi vi presento un’altra gemma molto interessante: sanitize.

L’obiettivo di questa gemma, basata su nokogiri, è di pulire l’html da tag non voluti o malevoli.

Una volta installata, potremo accedere al metodo “clean” della classe “Sanitize” nel seguente modo:

Sanitize.clean(html)

questo rimuoverà, come impostazione di default, tutti i tag html. Oltre al filtro di default, moooolto restrittivo, sono presenti anche i seguenti filtri:

Sanitize::Config::RESTRICTED che permette solo la formattazione del test

Sanitize::Config::BASIC che permette la formattazione del testo, le liste e i link

Sanitize::Config::RELAXED che permette quanto detto sopra con l’inclusione di immagini e tabelle

L’uso è semplice:

html = '<!DOCTYPE html><html><b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg"></html>' Sanitize.clean(html, Sanitize::Config::RELAXED) # => '<b><a href="http://foo.com/">foo</a></b><img src="http://foo.com/bar.jpg">'
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Forzare la chiusura dei tag html con nokogiri

maxer - Mer, 05/03/2014 - 13:36

Affrontando l’esportazione di un sito sviluppato alcuni anni fa in Ruby on Rails, mi sono accorto che chi ha inserito i contenuti ha lasciato dei tag html aperti. La cosa da non pochi problemi nel sistema di destinazione in quanto destabilizza la grafica (sapete anche voi quanto casino può generare un <div> non chiuso).

Per risolvere questo problema possiamo usare la gemma nokogiri, un parser html e xml.

La sintassi è semplice:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').inner_html

Ci restituirà la struttura completa di una pagina html con il <div> correttamente chiuso:

"<html><body><div></div></body></html>"

Ovviamente noi non abbiamo bisogno di tutta la struttura della pagina, quindi possiamo sfruttare il metodo .children che restituisce il tag successivo a quello più esterno:

Nokogiri::HTML.parse('<div>').children.children.inner_html => "<div></div>"

In questo modo abbiamo il nostro codice html corretto.

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Sclero da e-commerce

maxer - Gio, 30/01/2014 - 16:31

Oggi sono vicinissimo allo sclero… per colpa di un e-commerce realizzato con un prodotto (opencart) che, insieme ai vari prodotti ecommerce e anche qualche forum, mi hanno deluso profondamente.

Veniamo a noi: quando uno un cms/framework/prodotto ben fatto (drupal o wordpress) mi trovo davanti a moduli self-containet che, tramite hook o funzioni, interagiscono col cms/framework e fanno il loro dovere.

Con opencart (il colpevole in questo caso) questo non succede e i moduli più interessanti richiedono patch o l’utilizzo di vqmod, che in pratica va a modificare i sorgenti a runtime… l’idea di base potrebbe essere buona, se non fosse che ad ogni aggiornamento c’è da sperare che tutto combaci alla perfezione, che tutti i plugin siano compatibili con la nuova versione e che le modifiche che apportano ai sorgenti non vadano in conflitto tra di loro…

Così non è possibile lavorare, secondo me… ora inizio a studiare spree

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Report attivitá del mese

risca - Ven, 06/09/2013 - 19:31

Cari internauti,

prendendo ispirazione dal planet di debian.org ho deciso periodicamente di fare il punto delle mie attivitá correlate al software libero mese per mese.

Agosto é stato un periodo ricco di emozioni legate alla comunitá Debian, ma con un sapore un po' amaro per il susseguirsi di vicende personali e lavorative che mi sono stato fonte di cruccio e distrazione. Peró permettetimi adesso di concentrarmi sulle prime e dimenticare per un po' le seconde.

In questo agosto 2013 c'é stato il 20o compleanno di Debian e la 13a edizione del DebConf. L'ubicazione é stata una delle piú appropriate, uno splendido camp nei pressi di Vaumarcus, vista lago e montagne. Per fortuna il posto é comodo anche per noi italiani, traducendosi in poco meno di 3 ore di auto da Torino e Milano. Ossia una occasione troppo ghiotta per non provare a farci un salto, e cosí è stato. Sono riuscito infatti a tagliarmi almeno tre giorni per partecipare al meeting. Come al solito i talk sono stati di altissimo livello ma devo ammettere che, essere là e partecipare dal vivo é tutta un'altra cosa rispetto a vedersi. Ho avuto modo di conoscere persone fantastiche ed il piacere di scambiare libere opinioni, o di abbinare alcuni nomi che vedo periodicamente nelle mailing list e IRC con i rispettivi volti. Consiglierei a tutti di fare un salto alla prossima occasione buona, seppure conscio che purtroppo la prossima edizione sia parecchio lontana (Portland, Oregon, USA).

Finalmente ho pubblicato su github gitorious il codice di proprietary OS destroyer. A dire il vero dovrei migliorare ancora un po' lo stile del messaggio, peró il piú é già stato fatto. Non posso che augurarmi che lo script abbia un buon successo e sia adottato anche da altri portali oltre il mio!
Ulteriore informazioni sono reperibili sul mio wiki (work in progrss).

Sará forse il lungo periodo di totale far niente in spiaggia al mare (ma che interminabile noia) ma ho finalmente rimesso in cantiere il progetto di costruirmi la mia prima RepRap, la stampante 3-D libera! Ad essere sinceri il progetto langue giá da un po' nel mio cassetto dei sogni irrisolti. Avevo giá provato ad iniziare il progetto circa un annetto fa, ma senza poi alcun seguito. Quest'anno invece ho l'intenzione di appoggiarmi ad un FabLab per avere un po' di aiuto ed assistenza. Forse cosí sará la volta buona ;-)

Bene, per agosto é tutto, speriamo con settembre di riuscire finalmente a fare qualcosa di interessante...

 

P.S.: inoltre ad agosto ho iniziato a seguire qualche post di programmazione di Coursera. Consiglio a tutti di buttarci un occhio...

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The Beauty of Programming

risca - Mer, 26/06/2013 - 01:52

Perchè l'informatica può affascinare così tanto, seppure vista da fuori i più la percepiscono come una attività noiosa? Come è possibile che 797 cm2 possano essere più interessanti di tutto ciò che accade attorno?

Penso che (stima molto a ribasso) per il 99,999% del suo tempo di vita ad un generico processore del computer sia richiesto di eseguire compiti tristi, al pari dell'intelligenza di una lavatrice1. Ad esempio rapire l'utente di un social network illudendolo di avere un vita sociale, lobotomizzare il giocatore con uno sparatutto o fare imprecare il lavoratore con un programma di merda scritto da un programmatore che nulla sa in merito a ciò che il suo software andrà ad effettuare ma che si fa pagare ugualmente bei soldoni. Poi, in alcuni casi più unici che rari, la CPU non viene impiegata per far girare il solito pornazzo con flash, né per cliccare sul primo allegato dell'amico ed infettare il computer, o far girare un antivirus talmente intelligente da ciucciare talmente tante risorse da bloccare il computer stesso.

Qualche rara volta invece il PC da strumento diventa il fine. Ossia esiste qualche strano2 individuo della società moderna che usa il PC per amore del PC stesso. Non sta davanti al monitor né per produrre qualcosa di utile né per diletto o per trascorrere del tempo. Invece lo usa per capire come funziona e per crearsi le proprie regole.

Certo, alcuni di questi individui a volte presentano tratti singolari, ma i più li riconosci semplicemente perché hanno lo sguardo curioso, sanno meravigliarsi e stupirsi delle piccole cose, quelle a cui i più non danno peso. Sanno apprezzare la bellezza della logica e spesso sul loro computer gira qualcosa di insolito. Alcuni non usano persino il topo! e per fare qualsiasi cosa digitano parole su parole e sigle incomprensibili. E se li guardi stupito rispondono, bhe è così perché comodo e più veloce, guardano lo schermo (monitor nero soffocato di caratteri bianchi) è dicono che sia bello...

Invece no, non è bello, è magnifico. Il nostro acaro può con la forza della parola plasmare mondi paralleli, creare nuove regole e ordini. Si tratta di universi talmente complessi in cui a volte è facile perdersi nella propria logica. L'algoritmo è un esempio di poesia. Saper descrivere una legge nel modo più elementare possibile, quello che appena lo vedi capisci che è quello giusto.

Così dedico queste due righe al piacere di giocare con l'informatica in sé. Certo, il computer può essere anche un elettrodomestico utile e divertente, ma il massimo piacere è la possibilità di giocare con la logica e la matematica in una propria dimensione.

Grazie a tutta la comunità e a tutti gli appassionati del software libero.

 

Come diceve il sommo poeta...
6661747469206e6f6e20666f737465206120766976657220636f6d652062727574692c206d612070657220736567756972207669727475746520652063616e6f7363656e7a610a

Note
  1. sì, proprio come molti non sanno come usare la lavatrice altrettante persone non sanno usare minimante un computer.
  2. Ad esempio ecco cosa pensa Linus Torvalds della bellezza di programmare.
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Chiavetta ONDA TM201 (1ee8:0064). Come non sviluppare il software libero.

risca - Mer, 19/06/2013 - 15:23

Ebbene sì, i cellulari da 100 Eurozzi hanno a volte una capacità di connessione un po' infima. Da qui l'urgenza di comprarmi la chiavetta Internet per la mia connessione in mobilità.

Pur volendo fare una scelta consapevole, specie se in un posto di villeggiatura, si è costretti a prendere quel che capita sullo scaffale del negoziante TIM/WIND/Vattelapesca. E non puoi nemmeno chiedere consiglio perché se parlassi di potenza e di onde tutt'al più il commesso ti risponderebbe cosa centri il capoluogo più alto d'Italia con il mare.

E così mi finì tra le mani lei, bianca e lucida come un supposta, ma di dimensione un po' più grande e meno scivolosa: la chiavetta ONDA TM201, riferimento lsusb 1ee8:0064. Antenna interna e, udite udite, supporto Linux ben indicato sulla confezione. Ganzo ganzo me la porto a casa e non aspetto altro che inserirle nel posteriore del mio portatile, sapendo che come dice la confezione con Linux va che è un bomba.

Aspetto.

Aspetto ancora un poco.

Non succede nulla: la chiavetta non lampeggia, in network-manager non la visualizza e la vedo solo come disco cdrom1 (e poi perché cavolo visualizzarla come cdrom se è solo una chiavetta USB?).

Per fortuna il web ti è amico. Così scopro che il dispositivo funziona già bene con il kernel e i driver Linux di wheezy (penso probabilmente anche quelli di squeeze seppure non abbia effettuato alcuna prova). L'unico problema è far effettuare il passaggio del dispositivo da periferica di massa a modem seriale. Però dai changelog si vede benissimo che il supporto è già stato inserito nel pacchetto usb-modeswitch/usb-modeswitch-data di sid.

Perfetto, installo usb-modeswitch >= 1.2.6 prelevandola da sid (al momento versione: 1.2.6+repack0-1) et voilà, tutto funziona!

A questo punto mi sorge una spontanea riflessione sui cavoloni della Onda Communication S.p.a.: vuoi supportare Linux perchè è cool e figo? Allora lavora alla maniera di Linux!

Perché cavolo crei un software che:

  • è totalmente proprietario (ma qui siamo nel regno della Free Software Foundation!);
  • probabilmente per larga parte ricorre a software libero;
  • non è necessario siccome il device è già supportato in Linux;
  • richiede la disabilitazione di programmi già installati sul sistema (sì, proprio vero, tra i requisiti chiede di fermare il network-manager).

Una persona sana di mente non avrebbe agito proprio così! Piuttosto avrebbe:

  • verificato quali software fossero già disponibili nel variegato panorama Linux;
  • avrebbe collaborato allo sviluppo del software necessario (usb-modeswitch in questo caso), o fornito le patch necessarie. Notare che a proposito qui stiamo discutendo di proprio 2 righe di codice;
  • avrebbe indicato i requisiti minimi del software necessario per usare il dispositivo (ossia la versione di usb-modeswitch, wvdial e network-manager);
  • al limite avrebbe creato come ultima spiaggia, dopo tutti i passi precedenti che non richiedono comunque un grosso sforzo, un programma che, senza bisogno di alcuna installazione sul sistema, possa permetterne l'utilizzo anche a quegli sfigati che non possano agire diversamente.

E così invece in rete si trovano miriadi di discussioni su come installare il software proprietario della Onda - molte spesso con target utente Ubuntu - che invece non serve a a una beata mazza, perché tutto funziona con il solito software libero!

Riguardo invece ai programmatori della ONDA penso che piuttosto che fare poco e male sia meglio non fare proprio nulla.

Mi dispiace solo che spesso vi sia l'andazzo alla W$, installiamo questo e quello, la licenza non importa, non so cosa faccia ma va bene così. Va bene così un cavolo, perché non dimentichiamoci che se abbiamo una così bella piattaforma e solo perché libera, perché tutti possono contribuire e metterci le mani.

Forse non sarà chiaro a molti utonti, ma uscire da questo sistema basato sulla collaborazione significa la fine stessa di questo magnifico universo.

Note su usb-modeswitch

Il codice da inviare è il seguente:

# Onda TM201 14.4 (TIM Italy)

TargetVendor = 0x1ee8
TargetProduct = 0x0064

MessageEndpoint = 0x01
MessageContent = "555342431849128600000000000008FF000000000000030000000000000000"
Fonte: www.draisberghof.de/usb_modeswitch/

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Paese nel pallone. Vince il metodo STAMINA.

risca - Gio, 06/06/2013 - 23:47

Gioite compagni di disavventura, imbarcati in una nave sanza nocchiere in gran tempesta!, il metodo STAMINA alla fine l'ha spuntata. E l'ha spuntata a man bassa!

Non solo ha ottenuto un blebiscito alle camere (un solo contrario!) ma si porta a casa anche 3 milioni di "investimenti in ricerca" dal ministero della sanità. E per fortuna che avevamo in parlamento gente nuova, con un grillo per la testa, capace di fare la differenza. E per fortuna che abbiamo trasmissioni di inchiesta che sanno discernere tra il vero e la truffa. Macché, la TV è fatta solo di Iene che inseguono audience a scapido di insinuare false speranze a che vive nella disperazione più totale. Speranze a persona che già poter pensare ad un anno, un mese di vita potrebbe essere un miracolo.

Grazie anche a tutti gli allocchi che hanno creduto al complotto, alle lobby farmaceutiche e agli scienziati invidiosi. Ma che importa, tanto questi allocchi hanno le gambe per andare a protestare contro i mulini a vento!

Siccome la storia non insegna nulla, il faccendiere Davide Vannoni era già noto alle cronache. Non solo alle aule giudiziare e pm torinesi ma anche al pubblicoarticolo la stampa del 24/05/2011. Ma anche all'estero stanno ridendo di noi e della nostra capa cava: ben due articoli dedicati alla stupidità umanaitaliana da nature.

Ma non vi siete convinti e volete ancora credere al grande mago Vannoni? Perdete almeno ancora un attimo a leggere wikipedia o Le Scienze. Ridete ancora adesso?

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